Marco Menduni

Marco Menduni nasce a Napoli nel 1972.
Scopre la fotografia relativamente tardi. In breve tempo, però, se ne innamora e diviene per lui più di una semplice passione.
Il suo approccio fotografico si propone come sintesi di due grandi interessi: il viaggio e l’incontro con l’altro. Questo secondo aspetto si manifesta con forza ed immediatezza nei ritratti, con i quali riesce a stabilire, anche se per un attimo, un contatto con il soggetto. La lente dell’obiettivo diventa quindi un pretesto per relazionarsi ed interagire con le persone. La macchina fotografica non è altro che un ponte per accorciare le distanze con diversi popoli, vari luoghi e culture differenti.
Nel 2006 la prima mostra presso Fonoteca a Napoli e nel 2007 una personale e poi una collettiva presso lo spazio espositivo del “Kestè”, vetrina per numerosi artisti napoletani emergenti.
Nello stesso anno, una sua foto del reportage “Guatemala, i colori di un mondo” viene pubblicata sul libro Nikon – Nital Photo Contest.
Nel mese di luglio ed agosto 2008 espone, presso lo “spazio eventi” della Feltrinelli di Napoli, “Tibet, natura e spiritualità”, reportage fotografico sul Paese della regione himalayana.
A settembre dello stesso anno, in occasione del seminario “Tibet, un mondo in estinzione”, espone presso il Museo Memoriale della Libertà, in Bologna. L’evento è patrocinato sia dal Comune che dalla Provincia del capoluogo Emiliano.
Nel marzo 2010 espone presso il Maschio Angioino, a Napoli, in occasione del convegno “L’arte di imparare è un mio diritto”, che, partendo dal tema della Convenzione Internazionale sui Diritti del Fanciullo, affronta il delicato tema nel capoluogo Campano.
L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Napoli.
Sue le immagini del libro “I sedili di Napoli” del prof. R. Mazullo.
Ad ottobre 2010 partecipa al workshop con il fotogiornalista di livello internazionale Ed Kashi, che si tiene in India, a Kolkata (Calcutta).
Nel marzo 2011 pubblica sul sito di Peacereporter la toccante storia del migrante Florent, proveniente dal Burkina Faso.
Inoltre il testo di accompagnamento alle immagini, viene premiato dalla fondazione Unicredit Foundation e trasformato in un fumetto realizzato dall’Accademia di Belle Arti di Bologna.
Nel mese di luglio si classifica secondo al  Concorso Melting Zone Shot, organizzato dalla Scuola di cinema e fotografia PIGRECOEMME, avente  come tema la presenza a Napoli e in Campania di popoli e culture “altre”.
Nello stesso mese, non trascurando mai il proprio percorso di crescita,  partecipa al workshop del mostro sacro della fotografia mondiale, nonché fotografo più rappresentativo del National Geographic, Steve McCurry.
Offre stabilmente la sua collaborazione fotografica all’ANED (Associazione Nazionale Emodializzati).